D Agostino

Si deduce dallo studio di Angela Maria Volterra sui teatri di Venezia tra il 1795 e il 1797 che Federici è l’autore più rappresentato con un totale di 24 opere e 75 rappresentazioni. Arnaldo Forni, 1978 (Ristampa dell’edizione di Padova 1781-82), pp. Friderici la Patria, e in Lombardia pervenuto, dopo d’aver consumato tutto quello che seco recato avea; per non ridursi a mendicare un pane, si risolse d’unirsi a una fievole unione di Comici, che in diverse Terre del Bolognese castelleggiando vagavano.

Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani.

La fanatica per ambizione, L’ingiustizia testamentaria, Il magistrato e l’amico, Il giudice del proprio diritto, La moglie libera e il collo corto, Disordini di una famiglia, Il duca di Sabbioneta, Cefalo e Procri, Totila ovvero I Visigoti.

The “Comedia lacrimosa and the Spanish Romantic Drama (1773-1865).

In un primo momento l’autore aveva aspirato alla cattedra di fisica nel Monferrato, che sperava di ottenere con l’aiuto del noto padre Beccaria, col quale aveva studiato e di cui si era guadagnato una certa stima.

Io mi trovai timido e solo in mezzo a nuova gente, a nuovi costumi, e in poco tempo mi accorsi, che non mi restava al fianco fuorchè la noja, l’inerzia e il pentimento.

Federici fu il più applaudito drammaturgo del suo tempo”. Antonia Spaghi, donna abbastanza colta, che divenne la sua compagna fedele e condivise la sua vita avventurosa portandovi forse un elemento di maggiore regolarità. Allontanatosi dal capocomico Pellandi e ormai ridotto in condizioni economiche alquanto precarie, il Federici ebbe in seguito la fortuna di godere dell’incoraggiamento morale e materiale di un colto mecenate padovano, Francesco Barisan, che aveva allestito una piccola compagnia presso un teatrino della sua villeggiatura di Castelfranco.

Viassolo che poté solo difendersi con qualche lagrimuccia di sfogo.

Commedia inedita del signor Camillo Federici in Il teatro moderno applaudito.

Alessandro Alberghetti detto Gnochis, presso il quale potè avanzarsi nelle cose dell’arte; e finalmente nella Compagnia di Pietro Ferrari da circa sei anni ha stabilito il suo impiego.

Della letteratura italiana nella seconda metà del secolo XVIII. Commedie all’improvviso ragiona con tale eleganza, che non v’ha chi l’arrivi in aggiustatezza d’elocuzione, e nella scelta de’ suoi peregrini concetti. Incoraggiato nell’impresa da queste inaspettate lodi, apprese a verseggiare da solo e scrisse alcune scene sia in italiano che in latino. Padova, e le tragedie Cansignorio, Gli amori di Enrico IV, I Figli del Sole, e Ero e Leandro, scritte quasi tutte per il teatro di San Luca di Venezia. Camillo e Federico che trattava un’eroica gara d’amicizia. Già nel 1782, comunque, Bartoli narrava che l’autore prima di prendere moglie era caduto per una “donna in errore”. Innamoratosi della prima donna Camilla Ricci, si ritiene che il giovane Viassolo si sia prima allontanato dalla famiglia e dal Piemonte, e poi abbia perfino cambiato il suo vero nome, Giovanni Battista Viassolo, in Camillo, poiché Camilla si chiamava la sua amata, e in Federici per esprimere fede o fedele alla Ricci.

Luca in Venezia, ove recitava la rinomata attrice Gaetana Goldoni Andolfati.

Vidi il teatro, e lo squadrai tutto, indi cercai di mettere a profitto le antiche e nuove lezioni.

Negli ultimi quattro volumi è probabile che siano state incluse anche alcune del figlio Carlo. I pregiudizi dei piccoli paesi (1797); Errori di un padre e di un figlio (intitolata dapprima La rappresentazione e rappresentata col titolo Il ciabattino consolatore dei disperati, Venezia, Teatro Sant’ Angelo, 1790). Le risse del matrimonio (1801); Metastasio (Venezia, Teatro San Luca, 4 genn. Comico sulle scene risplendere, pure colla fatica, e co’ già fatti metodici studi, ingegnavasi di farsi anche in que’ principi conoscere per un uomo di vaglia. Piemonte con la sua effigie da una parte e quella di Alfieri dall’altra con il chiaro intendimento di onorare in quel territorio rispettivamente i due maggiori rappresentanti del genere comico e tragico.

Pellandi, 1796); Teresa Frend ossia Il merito e la fortuna (ivi, comp.

Padova alla ristampa delle sue opere, di cui 24 a sua insaputa erano state vendute dal capocomico Pellandi al libraio Antonio Mairesse e pubblicate a Torino nel 1793, il commediografo fu colto nuovamente da tabe polmonare e morì il 23 dicembre 1802. Sant’Angelo di Venezia presso la compagnia Pellandi come “poeta comico”, al 1791, quando a causa di una malattia durata quattro anni fu costretto a rallentare la carriera e a ritirarsi con la famiglia a Padova.

Alfine mi convenne scuotermi e trar partito da quelli.

Barisan, amante del teatro (a cui nove anni dopo dedicò la raccolta delle sue Opere teatrali), l’autore scrisse varie produzioni.

Le miniere della Dalercalia ossia Gustavo riconosciuto (Venezia, Teatro San Giovanni Grisostomo, 4 genn. Teodora Ricci, moglie del già citato Francesco Bartoli, con Camilla Ricci, della cui esistenza non si rinviene nessuna notizia sicura. Triveri, rinomato interprete della Poetica di Aristotele e docente di lettere greche e latine. Neu Mayr rivela che “molti scrittori drammatici correvano il medesimo arringo, con incontro più o meno fortunato, ma non ottenevano la generale e clamorosa approvazione del Federici, e fra questi (omettendo l’immortale Astigiano, non confondibile cogli altri) si contavano il Greppi, il Villi, l’Avelloni, l’Albergati, ed in seguito il De Rossi, il Giraud, il Sografi”. Neu-Mayr, avvalendosi del privilegio di aver raccolto la tradizione da uno dei figli dell’autore, ci informa che il giovane Viassolo nei primi momenti del suo allontanamento dalla casa paterna intraprese diversi viaggi allo scopo di conoscere il mondo dove auspicava peraltro di ottenere gloria e fortuna. Venezia, Teatro Sant’Angelo, 1790); La cambiale di matrimonio (prob.

L’amor di natura (1795); Il mendico dell’anno 1741 (Padova, Teatro degli Obizzi, comp.

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